Per Cambiare le Regole
La Musica è dovunque, nelle radio che inondano l'etere, nelle televisioni musicali e tradizionali, nella pubblicità dove è diventata spesso dominante e poi nei centri commerciali, negli ascensori, nei negozi, creando una sorta di colonna sonora costante che spesso diventa irriconoscibile melassa, ritmo senza senso , rumore di fondo.La musica perde valore costantemente ed inesorabilmente, si trasforma in un prodotto da catena di montaggio con proposte tutte uguali interpretate da personaggi costruiti a tavolino. Più perde valore più si trasforma in oggetto di consumo che in un momento di crisi generalizzata volge a favore di clichè musicali spinti da una forza mediatica messa esclusivamente a disposizione di multinazionali discografiche che tentano di scongiurare la crisi proponendo questi prodotti in simbiosi con Talent Show Televisivi opportunamente costruiti . Molti, troppi dischi tra quelli pubblicati negli ultimi anni , nonostante contengano tra i 12 ed i 18 brani non offrono agli acquirenti più di uno o due brani interessanti o ancora meglio “consumabili”, gli altri , quasi sistematicamente sono dei veri e propri riempitivi . I più colpiti sono quegli elementi con idee artisticamente importanti che non trovano sbocchi e che cozzano continuamente contro ipocrisie e muri di gomma e non riescono a fare della oro arte anche il loro lavoro. Non riescono a costruirsi un futuro professionale in un settore così creativo scoraggiandosi di fronte ad inevitabili difficoltà senza avere reali possibilità di scommettere su se stessi .
Resistono a queste situazioni e alle Major multinazionali un reticolo di piccole e medie Etichette Indipendenti che sopravvivono con sempre maggiori difficoltà lavorando su prodotti definiti di “nicchia” e su fette di mercato dove le Major non arrivano o forse non vogliono arrivare.
Ma anche quelle più intraprendenti e con vedute artistiche/commerciali valide, si trovano di fronte al problema di come finanziare tutta la filiera produttiva ed investire senza rischiare il fallimento , vista la difficoltà del mercato discografico .
Protosound Polyproject Società Indipendente di produzione e promozione discografica sceglie di adottare una strategia aziendale basata su una azione strumentale integrata, ovvero attraverso la sua operatività, il prodotto nasce dalla progettazione fino a raggiungere la distribuzione ufficiale transitando attraverso tutte le azioni produttive ( Ideazione - Produzione Esecutiva/Artistica – Etichetta – Editoria – Promozione ),ribadendo con forza che il CD resta il supporto principale con cui la musica viene distribuita e venduta nel mondo , garantendo tutte le attività che ne conseguono tra cui il Live , elemento essenziale e veicolo importante di trasmissione artistica. Per raggiungere questo scopo si è deciso di elaborare una “Industria Creativa” organizzando dei servizi che richiedono una complessa abilità e capacità di creare, innovare, apprendere, comunicare e relazionarsi con gli altri adattandosi velocemente ai cambiamenti .
Propone l'iniziativa denominata “UN DISCO AL BUIO”
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